DIEDE ALLA NOTTE IL SUO FIGLIO
Messaggio del Vescovo Pietro
Quale sia il giorno preciso in cui è nato Gesù non ci è dato di conoscere: il 25 dicembre – lo sappiamo – è un giorno convenzionale; per ciò che riguarda l’anno, ci sono buoni indizi per scoprirlo. Ma sul fatto che Gesù sia stato partorito di notte possiamo star tranquilli. Su questo non si discute: Gesù è nato sicuramente di notte! Il Terzo Vangelo parla chiaro. Dice infatti che quando, a Betlemme, Maria di Nazareth diede alla luce il Bambino “c’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge” (Lc 2,8). E anche Matteo, quando racconta di alcuni Magi che videro una stella che si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino (Mt 2,9), fa riferimento alla notte. Sì, era notte quando si compirono per Maria i giorni del parto. Nella notte ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia (Lc 2,7).
Cosa può significare questo fatto? Intanto va detto che nella Bibbia la notte ha avuto spesso a che fare con avvenimenti speciali. Era buio all’inizio dei tempi nella notte della creazione, era buio nella notte della promessa ad Abramo e in quella della liberazione dalla schiavitù in Egitto, quando Dio guidò il popolo di Israele con una colonna di fuoco.
Soltanto coincidenze? Chissà! Sta di fatto che pure Isaia aveva detto: “il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse” (9,1).
E allora? Quale il senso di quella nascita nella notte? Lo spiega bene Papa Francesco in una Lettera sul significato e il valore del presepe che ci ha scritto quest’anno per Natale.
Nella Lettera, il Papa, nel passare in rassegna i vari segni del presepe, che – egli dice – “è come un Vangelo vivo”, incomincia proprio dal “cielo stellato nel buio e nel silenzio della notte”. E annota: “Non è solo per fedeltà ai racconti evangelici che lo facciamo così, ma anche per il significato che possiede”. E aggiunge: “Pensiamo a quante volte la notte circonda la nostra vita. Ebbene, anche in quei momenti, Dio non ci lascia soli, ma si fa presente per rispondere alle domande decisive che riguardano il senso della nostra esistenza: chi sono io? Da dove vengo? Perché sono nato in questo tempo? Perché amo? Perché soffro? Perché morirò? Per dare una risposta a questi interrogativi Dio si è fatto uomo. La sua vicinanza porta luce dove c’è il buio e rischiara quanti attraversano le tenebre della sofferenza (cfr Lc 1,79)”.
Ascoltando il Papa, mi fermo a pensare a chi vive un momento di notte: a chi è deluso e si sente tradito dalla vita; a chi non trova risposta ai suoi “perché” e vive perso; a chi ha sbagliato o si sente scartato; a chi è malato e non sa cosa gli accadrà; al giovane che ha paura della vita; all’anziano non più in casa; a chi è nell’angoscia per i figli; a chi è privo del pane; agli immigrati lasciati in mare.
E mi ripeto: Dio nasce di notte proprio per dirci che non siamo soli, che Lui è con noi, sempre, soprattutto nei momenti bui: quando attorno a noi vediamo tutto nero e non troviamo via d’uscita, Lui è con noi e si fa nostro compagno di cammino. Anzi, a pensarci bene, mi pare di capire che in quella nascita di notte sia un po’ sintetizzato tutto il Vangelo: Dio nel Suo Figlio ha assunto le nostre tenebre perché noi potessimo trovare la luce; Dio è entrato nella notte perché per noi si facesse giorno e anche noi diventassimo figli della luce. Per noi Suo Figlio, l’Amato, assaggiò la notte in cui fu tradito. Lui, che è la luce del mondo, è entrato nella notte per noi. Per noi l’ha sperimentata tutta quanta, fino all’ultimo istante quando si fece buio su tutta la terra ed Egli stesso l’abbracciò nel momento estremo dell’abbandono di Dio.
Natale è questo: Dio che viene a visitarci dall’alto come sole che sorge per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte. Sì, Natale è questo! Perciò la liturgia ci fa cantare “O luce, che risplende nella notte del mondo, vinci le nostre tenebre”. E noi aggiungiamo: “Questa notte non è più notte davanti a Te, il buio come luce risplende!”.
Santo Natale 2019