PRIMA STAZIONE QUARESIMALE A BARANO-SERRARA FONTANA: «Lontani dal Signore c’è solo il naufragio»

La prima Stazione quaresimale con il Vescovo nel decanato di Barano-Serrara Fontana

 

Sabato 21 febbraio. A dispetto di un cupo pomeriggio piovoso, è stato dato avvio alla prima Stazione quaresimale delle quattro in programma nella nostra Diocesi. Secondo un’antica tradizione romana risalente al V secolo, durante la Stazione quaresimale i fedeli si riunivano presso una chiesa – denominata “colletta”, ossia di raccolta dei pellegrini – e, al canto delle Litanie dei Santi, la processione dei presenti iniziava il proprio cammino di fede verso una seconda chiesa – detta “stazionale” – dove veniva celebrata la Santa Messa.

La nostra foranìa avrebbe voluto simboleggiare questo cammino di fede percorrendo, in atteggiamento di penitenza e di preghiera, le strade del nostro paese dalla Chiesa di S. Alfonso al Vatoliere sino alla Chiesa S. Maria la Porta di Piedimonte, accompagnati dal Vescovo Pietro Lagnese, a testimonianza di Gesù Cristo e del Vangelo. Sebbene le avverse condizioni meteo abbiano impedito l’esecuzione della processione, la celebrazione si è svolta ugualmente presso la Chiesa S. Maria la Porta di Piedimonte. Poco dopo il primo pomeriggio molti fedeli si sono recati presso la Chiesa di Piedimonte pervasa da un’attesa tinta di una singolare e composta trepidazione. Alle ore 18,00 circa è ivi giunto il Vescovo. Lungo l’uscio della Chiesa lo attendevano i sacerdoti delle diverse parrocchie site nei Comuni di Barano e di Serrara Fontana, che lo hanno giovialmente condotto all’interno della Chiesa. Il Vescovo, dopo essersi inchinato dinanzi al Tabernacolo, ha salutato con sorriso sincero i numerosi fedeli presenti. Chi ha avuto modo di incontrarlo in altre occasioni conosce il suo sorriso spontaneo espressione di un’autentica affabilità.

Con le Litanie dei Santi cantate con lode e con gioia, il Vescovo, seguito dai predetti sacerdoti, è giunto con passo sostenuto sino all’altare. Il canto delle Litanie, ovattato di riverente silenzio, ha colto la profonda attenzione dei fedeli, dando luogo ad un’atmosfera di incomparabile unicità.

Durante l’omelia il Vescovo ha chiarito l’importanza della Quaresima, attribuendo ad essa il valore di ritorno al Battesimo, di ritorno alle radici in una prospettiva di rinascita guidata dal coraggio, dalla voglia di ricominciare, contro lo scoraggiamento degli anni che avanzano inesorabilmente. È stato, altresì, evidenziato che la “voglia di ricominciare” consiste nel non commettere più gli stessi peccati, nel voler rompere quei “ganci” che ci trattengono e che ci impediscono di procedere la nostra vita con il Signore. Sul punto, il Vescovo ha precisato che spesso veniamo sedotti dal maligno che ci propone una vita lontani da Gesù ed ha aggiunto che «lontani dal Signore c’è solo il naufragio, il fallimento». La Quaresima è, dunque, una possibilità che ci viene offerta affinché la nostra vita possa essere migliore. Nel fare riferimento a Gesù che nel deserto vince Satana per noi nel nome della Chiesa, il Vescovo ci ha esortati: a rinunciare a Satana e a proseguire il nostro cammino di fede, in modo che «il Vangelo sarà espressione non di labbra che si muovono, ma di vita nuova»; ad uscire dal nostro egoismo, ad imparare a tendere la mano per creare un’armonia con i nostri fratelli.

Dopo l’Eucarestia è giunta, dunque, a termine questa prima tappa quaresimale. Come la vita, anche la fede è qualcosa di dinamico. Non si arriva mai, si è sempre in cammino, ma abbiamo sempre un’unica meta precisa: Dio.

di Giulia Mattera

Foto di Margherita La Muro

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