«CRISTIANI NON SI NASCE MA SI DIVENTA»: la lettera del vescovo sulla preparazione alla Cresima

 

Lettera ai Presbiteri
sulla preparazione alla Cresima

 

 

CRISTIANI NON SI NASCE MA SI DIVENTA

 

 

 

 

Carissimi Presbiteri,

il Signore vi dia pace!

Vi scrivo in merito al tema della preparazione al Sacramento della Confermazione che da circa due anni sta vedendo impegnato il nostro presbiterio in un cammino di discernimento fatto a più livelli, che ha conosciuto il coinvolgimento anche di tanti fratelli e sorelle laici: in primo luogo i membri del Consiglio Pastorale Diocesano.

Si tratta di una questione certamente non marginale della vita della nostra Chiesa che chiama in causa il tema ben più ampio dell’iniziazione cristiana e prima ancora quello relativo alla nostra capacità di generare alla fede, nella consapevolezza che, come dice la nota affermazione di Tertulliano, “cristiani non si nasce ma si diventa” (Apologetico XVIII, 5).

Su questi argomenti sia i vescovi italiani che l’episcopato campano da tempo hanno avviato un’importante riflessione che ha prodotto, anche di recente, puntuali pronunciamenti ecclesiali.

Il Documento che però fa da sfondo alla nostra riflessione e al quale vogliamo prestare tutta la nostra attenzione è evidentemente l’Esortazione Apostolica di Papa Francesco Evangelii Gaudium. Esso, chiamando ogni Chiesa particolare, sotto la guida del suo Vescovo, ad un’autentica conversione missionaria, chiede che ogni comunità cristiana sia abitata dalla gioia di annunciare Gesù Cristo, avendo cura che quell’annuncio animi ogni ambito della pastorale: ad incominciare da quella ordinaria, per passare alla pastorale rivolta a quanti si sono allontanati dalla fede, per arrivare a quella che ha come destinatari coloro che non hanno mai ricevuto l’annuncio del Vangelo (cfr. n. 14).

La riflessione avviata nella nostra diocesi sicuramente non è da considerarsi conclusa ma dovrà continuare, sia a livello di studio che di sperimentazione. Ciò che da essa è emerso, potrà essere, perciò, suscettibile di revisioni, probabilmente anche in corso d’opera e, certamente, richiederà momenti di approfondimento e di verifica.

Peraltro il tema della preparazione dei nostri giovani alla Cresima, chiede sicuramente che si avvii un confronto ben più ampio su tutta la prassi pastorale della nostra Chiesa e, in particolare, sul ruolo della parrocchia in una situazione che, di fatto, è di missione. Penso a tal proposito anche alla questione altrettanto importante dei percorsi di preparazione al Matrimonio – sulla quale pure stiamo lavorando – ma anche all’intera pastorale familiare e, più nello specifico, alla necessità di suscitare una vera e propria soggettività pastorale delle famiglie e, non ultima, all’esigenza di accompagnare ed integrare, all’interno di un discernimento ecclesiale, le famiglie ferite: tutti argomenti, come sappiamo, ampiamente sviluppati da Papa Francesco nell’Amoris Laetitia.

Intanto, intorno alla questione della preparazione alla Cresima, proviamo a mettere qualche punto fermo a partire da ciò che siamo andati maturando nella nostra Chiesa. Le indicazioni che seguono e che vi propongo, in maniera schematica, sono frutto di un lavoro di sintesi che ho provato a fare sulla base del confronto avviato con voi e di cui ho avuto già modo di darvi notizia nei nostri incontri di presbiterio.

Rimane chiaro che la preparazione remota al Sacramento della Cresima incomincia con il dopo-Comunione e dentro una logica di continuità dei sacramenti dell’Iniziazione Cristiana.

Per questo chiedo che ogni parrocchia si attivi perché il cammino di formazione offerto ai nostri ragazzi non si concluda con la Prima Comunione ma continui con le modalità che la comunità parrocchiale riterrà più idonee e, al momento, praticabili.

A tale proposito, già quest’anno, il Servizio Diocesano per la Pastorale dei Ragazzi, avvierà un primo tentativo, a livello decanale, di coordinamento del cammino degli adolescenti (scuole medie – prime superiori), offrendo loro la possibilità di alcuni momenti di formazione anche a livello diocesano.

La preparazione prossima alla Cresima nelle parrocchie non incominci prima che il cresimando abbia compiuto 17 anni.

Accanto agli incontri che si terranno a livello parrocchiale ci saranno alcuni incontri (dieci) anche a livello diocesano. Viene pertanto attivato un Percorso diocesano per la preparazione al Sacramento della Confermazione. Il 1° incontro, a livello diocesano, si terrà a conclusione della prossima Missione Diocesana che – lo speriamo vivamente! – saprà mettere nel cuore di tanti giovani la voglia di riscoprire la propria fede e di “decidersi per Cristo”. Il percorso diocesano si concluderà con un ritiro di più giorni.

A termine del percorso, sia parrocchiale che diocesano, si potrà essere ammessi alla Confermazione. La celebrazione si terrà regolarmente nelle comunità parrocchiali, secondo gli accordi presi con i rispettivi parroci.

In attesa di costituire in diocesi il Centro Diocesano per il Catecumenato, che sarà chiamato ad operare come un vero e proprio centro di evangelizzazione permanente, affido la responsabilità del percorso diocesano per la preparazione al Sacramento della Confermazione, all’Ufficio Diocesano per la Pastorale. L’ufficio, con l’aiuto di un’équipe e di esperti nell’ambito del catecumenato crismale, avrà cura di seguire il Percorso e di coordinarne le iniziative.

Ogni parroco si preoccuperà di indicare due Referenti per la Pastorale dei Cresimandi, ai quali, come animatori del percorso parrocchiale, è affidata la responsabilità di accompagnare i giovani in preparazione alla Cresima anche nel percorso diocesano. Essi, negli incontri in parrocchia, potranno eventualmente riprendere e far risuonare quanto ricevuto nel percorso diocesano.

Per i giovani che vivono particolari situazioni professionali o comunque di lontananza prolungata da casa, saranno programmati lungo il corso dell’anno itinerari di preparazione pensati ad hoc, al fine di favorire la loro partecipazione. In ogni caso è però necessario che comunichino, iscrivendosi con largo anticipo al registro diocesano dei cresimandi, la loro volontà di ricevere il Sacramento della Cresima.

Anche ai nubendi che partecipano agli incontri di preparazione al Matrimonio, ma non hanno ancora ricevuto il Sacramento della Confermazione, è chiesto che prendano parte almeno al Percorso diocesano per la Cresima.

Stessa cosa chiedo, se non hanno già ricevuto il Sacramento della Cresima, a cristiani conviventi senza precedenti unioni, precedentemente sposati o non sposati civilmente, e desiderosi di ricevere il Sacramento del Matrimonio.

Sebbene un discorso a parte si debba fare per i giovani e gli adulti che non hanno ancora ricevuto il Battesimo, potrà essere opportuno, in una prima fase, che anch’essi prendano parte agli incontri del percorso diocesano in preparazione alla Cresima. Naturalmente essi saranno seguiti e formati secondo le disposizioni del RICA da una specifica équipe diocesana, coinvolgendo la comunità cristiana che li ha presentati al vescovo. Per loro è allestito un apposito Registro del Catecumenato

Carissimi, quanto qui indicato a voi e, vostro tramite, alle comunità parrocchiali della nostra Chiesa, è una prima tappa di un cammino che deve condurci ad offrire, a coloro che ancora ci chiedono i Sacramenti, un vero e proprio itinerario di apprendistato della vita cristiana, che, ne siamo consapevoli – come ci dice il Papa – presuppone un’iniziazione mistagogica che innanzitutto domanda il coinvolgimento di tutta la comunità ed una rinnovata valorizzazione dei segni liturgici dell’iniziazione cristiana (cfr. EG n.166).

In tale prospettiva le questioni di metodo non potranno essere considerate secondarie. Al contrario sarà da ritenersi necessaria una modalità esperienziale, capace di tenere dentro attività di laboratorio e uscite sul territorio, interventi di esperti e incontri con testimoni, iniziazione alla preghiera e partecipazione a celebrazioni liturgiche, riflessione e approfondimento, assunzione e restituzione creativa e adeguati impegni di responsabilità attraverso esperienze di servizio caritativo ed educativo; e che preveda, ancora, accompagnamento spirituale e proposte di direzione spirituale (cfr. CEI, Incontriamo Gesù, n. 62).

A tutto ciò vogliamo arrivare nella consapevolezza che quanto chiestoci concretamente significa adoperarsi per fare della Chiesa – come dicevo il 21 settembre scorso aprendo l’Anno Pastorale – la Casa dell’Incontro con Gesù.

Intanto muoviamo i primi passi verso una conversione pastorale che non può essere più differibile e che, come ci ricorda l’Evangelii Gaudium esige “una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa, perché le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autopreservazione” (n. 27).

Nel Discorso di apertura del precedente Anno Pastorale, nella festa di S. Matteo, confessando una mia aspirazione di padre, dicevo a tutta la nostra Chiesa: “…ai giovani che chiedono la Cresima vorremmo offrire percorsi, semmai anche più esigenti, ma capaci di incidere nella loro vita; percorsi nei quali fare loro la proposta che il Signore fa a Matteo: seguimi! Percorsi che dicano parole che arrivino al cuore e mettano la voglia di decidersi per Cristo”.

E il 21 settembre di quest’anno, prendendo in prestito le parole di Papa Francesco ai vescovi italiani, condividevo come esigenza, quella di “favorire lo sviluppo di una catechesi veramente kerygmatica che eviti di farci attardare su una pastorale di conservazione – di fatto generica, dispersiva, frammentata e poco influente – per assumere, invece, una pastorale che faccia perno sull’essenziale e che eviti di rivolgersi, per la maggior parte, solo ai piccoli” (Alla CEI – 19 maggio 2014).

Carissimi, affido la nostra Chiesa e ciascuno di voi all’intercessione della B.V. Maria, Stella della Nuova Evangelizzazione. Ci aiuti Lei a dire anche noi, con tutta verità, come l’Apostolo Paolo: “tutto faccio per il Vangelo”! (1Cor 9, 23).

La missione diocesana che sta per avere inizio sulla nostra Isola, metta nel cuore di tanti, soprattutto giovani e famiglie, il desiderio di una vita veramente cristiana e in noi una rinnovata passione per il Vangelo.

Vi saluto nel Signore Gesù e vi benedico!

Ischia, 28 ottobre 2016

Festa dei Ss. Apostoli Simone e Giuda

                                                                                                            Il vostro vescovo

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Ai Revv.mi Presbiteri
diocesani e religiosi
della Chiesa di Ischia.
Loro Sedi

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