Carissimi studenti,

la scuola riapre. Finalmente! Questa volta è proprio il caso di dirlo.

Dopo circa sei mesi di chiusura, suona nuovamente la campanella anche per le scuole della nostra Isola. È una gioia grande per tutti. Mai come in questo momento, infatti, la ripresa delle attività scolastiche dopo la pausa estiva, regolare e scontata per gli anni scorsi, ci è di sprone e di incoraggiamento. È un segno di vita e di speranza in un tempo in cui c’è davvero bisogno di messaggi di vita e di speranza. Sì, sapere che al mattino potremo vedervi nuovamente affollare le strade delle nostre città e oltrepassare i cancelli delle scuole è una bella iniezione di fiducia per l’intero Paese. Nei mesi scorsi, passare dinanzi agli edifici scolastici e vederli vuoti, senza la vita e l’entusiasmo che voi mettete, è stato per tanti motivo di grande disagio e sofferenza. Era come se davvero la vita si fosse fermata, come se non si vedesse futuro, e il domani fosse diventato effettivamente incerto.

In effetti, anche nei mesi più drammatici dell’emergenza sanitaria, le attività didattiche non sono mai cessate,e, con grande sforzo di tutti, seppure on line, sono continuate sia le lezioni che gli altri impegni scolastici. Di ciò siamo grati innanzitutto a voi, ma anche ai vostri docenti, alle vostre famiglie, ai dirigenti, al personale scolastico e all’intera istituzione scolastica: ognuno ha cercato di fare la propria parte; e tutti, benché il lavoro in alcuni casi si sia mostrato veramente stancante e impegnativo, vi siete dati da fare con grande senso di responsabilità e spirito di sacrificio. Ciò non soltanto ha permesso che si proseguisse nello svolgimento dei piani di studio programmati, ma ha aiutato di fatto tutti a sentirsi più compagni di viaggio, di certo meno soli, e ha consentito che si realizzasse un’esperienza di solidarietà che ha contribuito a farci sentire tutti più comunità. Abbiamo così toccato con mano la verità di un proverbio africano tanto bello, citato anche da Papa Francesco proprio in un incontro con il mondo della scuola (10 maggio 2014): “Per educare un figlio ci vuole un villaggio”. È l’esperienza che abbiamo vissuto anche in questi giorni nel vedere come la scuola stia ripartendo grazie alla collaborazione di tanti: personale scolastico, genitori, pubbliche amministrazioni.

Sì, per educare, per far crescere, per formare, c’è bisogno del contributo di tutti; c’è bisogno di un patto educativo e sociale. Lo ha ribadito anche ultimamente il Papa proprio a proposito della ripresa dell’anno scolastico, auspicando che essa “sia vissuta da tutti con grande senso di responsabilità, nella prospettiva di un rinnovato patto educativo, che veda protagoniste le famiglie e ponga al centro le persone dei ragazzi e delle ragazze: la loro crescita sana, ben formata e socievole è condizione per un futuro sereno e prospero dell’intera società”.

Alleiamoci dunque; impegniamoci tutti insieme per costruire un mondo migliore, per far crescere il bene che già c’è in mezzo a noi, ed è tanto: ne abbiamo avuto prova durante la pandemia. Mettiamoci insieme e, insieme, a incominciare da voi che tanto avete da donare e insegnare a noi adulti, diventiamo protagonisti della costruzione di un mondo più sano e più pulito, più giusto, più fraterno e solidale. Insieme vinceremo non solo il covid-19 ma tutti gli altri virus che, apparentemente innocui, sono in realtà molto più pericolosi perché capaci di infettare non solo l’aria ma i nostri cuori e i nostri sguardi e generare in noi sfiducia e indifferenza. La scuola ci aiuti a fare questo.

Auguro a tutti voi, alle vostre famiglie, ai docenti, ai dirigenti e a quanti operano a servizio della comunità scolastica, un fecondo anno, da vivere nella serenità, con impegno e responsabilità!

Io vi accompagno con la mia povera preghiera. Vi abbraccio e vi benedico!

 

Ischia, 1° ottobre 2020

Memoria di Santa Teresa di Lisieux

Il vostro vescovo
+ Pietro Lagnese